C’era una volta: il 25 dicembre

 

presepe

Adesso che è passato lo dico.
Oltre che essere una festa poco sentita per molti, oltre che essere la festa dei consumi e delle grandi abbuffate, il Natale è una festa pagana!
L’ho detto; e lo volevo dire da un po’.

Nel 273, Aureliano inaugurò il tempio del Sol invictus (col quale era identificato Giove) sulle pendici del Quirinale, nel giorno del solstizio d’inverno convenzionalmente dedicato alla nascita del Sole. Giacché il sole era adorato in tutte le religioni dei popoli sottomessi, le ragioni sono da individuare in un motivo di riconciliazione con tutti i popoli dell’Impero.
Molti romani ritenevano che i Cristiani adorassero il sole; la credenza era alimentata dal fatto che avevano l’abitudine di festeggiare la risurrezione di Gesù nel primo giorno della settimana, quello dedicato al sole, il dies dominicus (la domenica).
Peraltro, l’iconografia cristiana delle origini utilizzò nei luoghi pubblici il simbolo del sole per alludere a Cristo, un palese caso di nicodemismo per evitare i rischi delle persecuzioni.
Dopo aver aderito alla fede cristiana, nel 330 Costantino ufficializzò il festeggiamento della nascita di Cristo, che con decreto fece coincidere con la nascita del Sol Invictus.
Entrambe le feste restarono in vigore fino al 391, quando Teodosio stabilì con editto che la religione ufficiale dell’impero fosse il Cristianesimo, bandendo tutte le altre e dando inizio alle persecuzioni di chi era di fede diversa.
(Uno dei più attivi “persuaders” dell’epoca fu Cirillo, al quale è attribuito il merito di aver fatto squartare la sacerdotessa Ippazia che dissertava di filosofia, giacché in nessuna pagina della Bibbia è detto che una donna poteva farlo. Non era nemmeno detto che non poteva… ma lui ci arrivò per deduzione)
Il Natale divenne così soltanto la festa della nascita di Cristo, il sole che ha portato la verità al mondo.

L’utilizzo del sole come simbolo cristologico è durato nei secoli sino a oggi. Anche nell’abside esterna del Duomo di Milano vi è la raffigurazione della Trinità, in cui il Cristo appare non come una persona umana ma come un sole fiammeggiante di pietra.
La decisione di celebrare la nascita di Cristo in coincidenza con quella del Sol invictus ha dato origine a non poche controversie, giacché le date di nascita di Gesù fornite dai Vangeli sono imprecise e di difficile interpretazione.
Le prime notizie di feste cristiane per celebrare la nascita di Cristo risalgono all’anno 200. Clemente di Alessandria riporta diverse date festeggiate in Egitto, che sembrano coincidere con l’Epifania o col periodo pasquale. Nel 204 circa, invece, Ippolito di Roma propone il 25 dicembre.
La decisione di Costantino sarebbe giustificata da motivi “politici”, per sovrapporsi alle feste dei Saturnali e del Sol invictus. Determinò però confusione ancora a lungo, perché ovviamente l’editto di Teodosio che proibiva i culti diversi dal Cristianesimo, non produsse la conversione immediata dei pagani. Ancora ottanta anni dopo, nel 460, il papa Leone I se ne doleva.

 

Erberto Accinni

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