C’era una volta il 27 luglio

giovanni senzaterra        maghna charta

Anche ottocento anni fa, il 27 luglio, era una domenica, poi definita “domenica di sangue”.
Non rispettando la tregua di Dio imposta dalla convenzione medievale, nel 1214 a Bouvines si combatté la battaglia decisiva del primo scontro internazionale tra alleanze di eserciti europei.
L’Impero era alleato con Ferdinando Conte di Fiandra, e Giovanni Senzaterra re d’Inghilterra (così soprannominato perché il padre Enrico II Plantageneto non gli lasciò eredità; fu fratello minore del famoso Riccardo Cuor di Leone), entrambi vassalli del re di Francia.
Papa Innocenzo III aveva dato il suo appoggio a Filippo re di Francia, che – a seguito della ribellione dei suoi vassalli Giovanni e Ferdinando – rischiava di vedere ridotto il suo prestigio regale.
Filippo inflisse una sconfitta così pesante all’Impero e ai suoi alleati da essere considerata di conseguenze durature: l’imperatore Ottone IV fu scomunicato e costretto ad abdicare in favore di Federico II di Svevia; Giovanni Senzaterra fu costretto a firmare il trattato di Chinon e a rientrare in Inghilterra perdendo la Normandia; re Filippo riaffermò la legittimità del suo regno e non rischiò più di essere un vassallo “primus inter pares”, gettando così le basi della futura nazione francese.
L’altra importante conseguenza politica di Bouvines fu la perdita dei possedimenti normanni da parte dei baroni inglesi.
Il rancore verso il re sfociò nella Rivolta dei Baroni, che l’anno successivo, il 1215, costrinsero Giovanni a firmare la Magna Charta Libertatum, il primo documento fondamentale per il riconoscimento dei diritti dei cittadini.

Erberto Accinni

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