C’era una volta: il 4 giugno

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Molti detestano la Storia perché è infarcita di date da ricordare. In effetti, se guardiamo il calendario, in ogni giorno dell’anno ricorre un evento storico; se poi per qualche scherzo dei numeri ci fosse anche un sol giorno in cui non è accaduto nulla.. beh, anche quel giorno sarebbe un evento storico.

Oggi, 4 giugno 2014, ricorre un anniversario che appartiene alla storia recente, uno di quei giorni che sono ancora nella memoria di molti, anche se oggi hanno altre cose da pensare: settanta anni fa gli Alleati entrarono in Roma liberandola dai Tedeschi. In realtà il Maresciallo Kesselring non volle passare alla storia come l’ennesimo distruttore della città eterna e preferì ritirarsi. Da tempo Roma era stata dichiarata città aperta, anche se i Tedeschi avevano continuato a usarla come base logistica, quindi l’entrata delle truppe americane del generale Clark provenienti da Anzio, fu una specie di parata, con i soldati accolti dalla popolazione festante.

Era un incubo che finiva, lasciandosi dietro enormi atrocità: la deportazione degli Ebrei sotto gli occhi distratti di Pio XII, via Rasella, le Fosse Ardeatine. Per i Romani riprese la vita e – come già era accaduto a Napoli, ma in misura minore – conobbero cose nuove: la Coca Cola, il whisky, le Camel e le razioni K. Conobbero una lingua sconosciuta ai più, celebrata nelle sue cadenze più evidenti da Alberto Sordi. Conobbero il Boogie Woogie e le musiche di Glen Miller, da ballare con sorridenti ragazzoni che facevano una pausa prima di riprendere la loro marcia verso la fine della guerra.
È stato un momento importante dell’umanità, da ricordare, almeno da parte di noi Italiani, anche se è offuscato nella memoria da un altro più importante accaduto due giorni dopo.

Erberto Accinni

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