La pubblicità in internet

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In internet la pubblicità è oggi ovunque, perché può raggiungere una notevole quantità di persone con costi quasi inesistenti rispetto a quelli spesi per la pubblicità tradizionale. È molto facile verificare l’effetto che ha sul pubblico conteggiando i click degli utenti.
Esistono molti modi per proporre e imporre la pubblicità : c’è la pubblicità d’assalto, considerata poco conveniente perché induce i navigatori di internet a cambiare sito. Altre volte appare un annuncio pubblicitario prima che l’utente possa aprire il sito. È la pubblicità assertiva, che non crea reazioni ed è subita. Una tipologia particolarmente in vigore sul web è la pubblicità periferica, i cui contenuti compaiono sulla stessa pagina che l’utente ha di fronte: essa è immediatamente ricettiva e non particolarmente invasiva. La pubblicità interna è quella che compare in modo distinto nel contenuto del sito web; ne sono un esempio gli annunci pubblicitari evidenziati da Google. E’ un immagine , di solito molto accattivante, statica o animata, di diverse dimensioni, che viene posizionata all’interno della pagina (di solito in posizioni molto visibili, come in testa) , che serve ad attirare utenti.
Esistono i banner (significa insegna): solitamente è un’immagine, dinamica o statica, di diverse dimensioni, che riportano nome, logo o immagine dell’azienda inserzionista o di un suo prodotto: cliccando sul banner l’utente arriva sul sito pubblicizzato. Il banner può essere paragonato alle Telepromozioni in TV. Possono contenere un video, un’immagine oppure altro che coinvolge direttamente il consumatore.
Ci sono poi i link, che collegano le sponsorizzazioni alle informazioni ricercate nel sito in cui sono posti. Alcune volte, navigando, compaiono finestre intermedie, con pubblicità simile a quella televisiva; l’utente è così coinvolto direttamente nella comunicazione aziendale.
In internet compaiono anche i comunicati stampa; e non dimentichiamo tutto lo “spam” che arriva via mail, e la pubblicità di cui i social network sono pregni.
Mi sono chiesta più volte quanto questa pubblicità giovi agli internauti: è vero che “la pubblicità è l’anima del commercio”, che si è spostato, come quasi ogni altra attività, nel mondo “on line”. Tutti gli operatori economici utilizzano internet e per suo tramite acquistano visibilità ovunque; possono così vendere nei mercati virtuali in tutto il mondo. Gli sviluppi del mondo virtuale hanno posto i Tribunali italiani di fronte al problema dell’ammissibilità di forme di concorrenza sleale realizzate su internet. E’ stato sostenuto che la diffusione di un messaggio promozionale via internet che si sostanzi nell’uso di segni distintivi che appartengono ad un’altra azienda, che ingeneri confusione sulla provenienza del prodotto, che presenti un catalogo di fotografie di prodotti appartenente ad altro imprenditore, che diffonda notizie riservate riguardanti la organizzazione dell’impresa concorrente è da ritenere concorrenza sleale. La rete internet intesa come un sistema internazionale di relazioni tra piccole e grandi imprese è equiparabile a un organo di stampa. La giurisprudenza ha affermato che se la diffusione del messaggio ingannevole è fatta attraverso internet l’idoneità allo sviamento della clientela è ancora più evidente e quindi più grave coinvolgendo un numero più ampio di consumatori.

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