Quanto servirebbe farsi i fatti propri… soprattutto stavolta!

Cari lettori

Il referendum ci ha costretti a prendere atto di una realtà che forse non immaginavamo.
Io ora credo che Renzi si sia dato veramente da fare durante il suo mandato, forse ha creduto veramente al suo lavoro.
Questa volta, forse, noi Italiani abbiamo sbagliato a non dargli credito; speriamo di non dovercene pentire. Di riforme ne ha avviate tante, o forse è meglio dire che ha cercato di occuparsi delle tante voragini del nostro sistema.
Ritengo che la maggior fatica sia stata proprio la impossibilità di far accettare i cambiamenti agli “anziani” della politica. Nessun uomo politico vuole “mollare” i previlegi, il denaro, le poltrone. Deve essere stata dura la battaglia referendaria, e penso che i suoi dibattiti fossero sinceri. Ci ha detto in tutti i modi che quella riforma era il massimo che era riuscito a ottenere dagli “anziani” della politica. Noi italiani abbiamo preferito continuare a “mantenerli tutti”, gli “anziani”, e sperare in promesse di qualcosa di migliore.
Mi sono indotta a leggere le proposte del governo Renzi e ho trovato cose interessanti e non. Ad esempio c’è in ballo l’abolizione della tassa di bollo, in modo graduale e inizialmente non per tutte le auto. Eliminando però il pagamento del bollo auto, le Regioni saranno sicuramente penalizzate perché è una tassa regionale. L’abolizione porterà a una grande riduzione delle entrate nelle casse regionali e non credo che queste potranno accettarlo, si opporranno con tutte le loro forze, suppongo.
Nella legge di bilancio intravedo l’abbassamento della pressione fiscale, l’eliminazione di Equitalia: l’odiosissimo motore senz’anima che non guarda in faccia a nessuno.
Leggo di meno tasse sul lavoro e più investimenti. Manovre per l’abbassamento della disoccupazione con un bonus fiscale per gli imprenditori, il bonus nel 2017 per l’assunzione di diplomati, bonus anche per l’incentivo alla maternità, e si parla anche di mettere le mani nel problema dell’immigrazione.
Insomma il governo Renzi ha toccato un po’ tutti i punti nevralgici del sistema.
Avrei preferito che, così come aveva più volte assicurato, Renzi non si dimettesse; non sono una renziana anche se può sembrare il contrario. A volte bisogna essere oggettivi e guardare in faccia la realtà: non è stato il peggiore.
Ora l’incaricato è Gentiloni, ex ministro degli Esteri del governo Renzi. Leggo dai media la presunta lista che il futuro premier sta approntando per il suo prossimo governo. Mi viene da ridere e nella mia mente immagino Gentiloni in piedi accanto a un lungo tavolo a forma di ellisse, e intorno al tavolo tutti i ministri già facenti parte del governo Renzi con un tromba in mano. Come i bersaglieri corrono intorno al tavolo soffiando nella tromba; sul tavolo i segna-posti indicano i vari ministeri e le cariche da assegnare. Quando Gentiloni fa segno di fermarsi ogni ministro si blocca davanti a un posto, ed ecco assegnato il suo ministero; invece di suonare il flic e floc, la marcia dei bersaglieri, suonano il “valzer delle poltrone” di democristiana memoria.
La minestra è riscaldata e troviamo sempre le stesse problematiche e le stesse persone.
Ogni politico tira l’acqua al proprio mulino. C’è chi non vuole andare al voto perché vuole prendere la pensione da parlamentare, chi vuole andarci per eliminare il partito che ha governato fino a quel momento, chi pensa che gli elettori daranno loro lo scettro del comando perché non sono (per ora) né corrotti né corruttibili… chi ne ha più ne metta.
Ma al bene dell’Italia chi ci sta pensando?
Anche se non è possibile per via della coesistenza di due leggi elettorali, Io avrei preferito andare al voto. Se è vero che “ognuno ha il governo che si merita”, il prossimo noi Italiani non ce lo meritiamo, perché – ancora una volta – non lo abbiamo scelto.

Luciana E.

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