27 gennaio … il giorno della Memoria

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Per sapere, per non dimenticare…

Tra le tante vicende vergognose della storia umana primeggia nella memoria quella accaduta poco più di settant’anni fa:  i regimi dittatoriali nazi-fascisti, stabilirono, attraverso le leggi razziali, di far arrestare tutti gli Ebrei e di rinchiuderli in campi di lavoro forzato e di sterminio, per eliminare del tutto la loro “razza”, ritenuta inferiore.

La stessa sorte toccò agli zingari, agli slavi, agli handicappati, ai neri, e a tutti coloro che, secondo i nazisti e i fascisti, non appartenevano alla razza bianca ariana, che era considerata “superiore” alle altre e “pura”.

Oggi a noi può sembrare impossibile e incredibile che possano essere successi quei fatti, e che donne, uomini e bambini di un intero popolo siano stati perseguitati, torturati e uccisi nei campi di concentramento e nelle camere a gas: ma è tutto tragicamente vero e ogni uomo appena ragionevole si vergogna ancora oggi di quello che è successo.

Non dobbiamo pensare che i nazisti e i fascisti fossero pazzi: sarebbe troppo facile liquidare lo sterminio accusando pochi responsabili.

Certo i capi erano persone istruite e di normale intelligenza: sapevano quello che avevano deciso di fare. Lo sapeva Hitler e chi stava al suo fianco, lo sapeva Mussolini e il re d’Italia che firmarono le leggi razziali per perseguitare gli Ebrei italiani. Ma lo sapevano anche tutti coloro che obbedirono a quelle leggi sbagliate e crudeli.

L’uomo, purtroppo ancora oggi, continua a sbagliare, persevera sulla stessa strada….   e nel mondo continuano a morire milioni di persone, a causa della fame, di guerre politiche/civili, politiche/religiose. La strada verso la giustizia e la pace, verso il riconoscimento della dignità dell’uomo è ancora lunga.

anna frank copiaDisse Primo Levi a proposito di Anna Frank: “Una singola  Anne Frank detta più commozione delle miriadi che soffrirono come lei, la cui immagine è rimasta nell’ombra. Forse è necessario che sia così; se dovessimo e potessimo soffrire le sofferenze di tutti, non potremmo vivere”.

Luciana E.

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