Curiosità dalla storia.

cavour

Camillo  Benso, conte di Cavour, statista italiano, nacque a Torino nel 1810 e ivi morì nel 1861; fu il primo presidente del consiglio del neonato stato italiano.

La sua famiglia apparteneva all’antica nobiltà piemontese; il padre, Michele, fu funzionario di Napoleone, uomo di fiducia di ”Carlo Alberto”, capo di polizia di Torino. Camillo era il secondo maschio della famiglia: prima di lui nacque Gustavo, il fratello candidato al titolo di marchese, mentre a Camillo, nella sua qualità di cadetto, spettava quello di conte.

Cavour era naturalmente portato al “giusto mezzo”, il suo pensiero sull’aristocrazia era che dovesse conservare il suo ruolo politico ma contemporaneamente inserirsi compiutamente nella società, dove la borghesia era ormai la classe che deteneva la direzione dell’economia.

Era favorevole al progresso economico e politico, ma che non doveva dipendere dalla rivoluzione del popolo.

Era un militare che mal sopportava la disciplina “chiusa”, propria della cultura militare. La sua ferma fede liberale fece sì che il nuovo stato italiano nascesse improntato agli ideali nazionali e liberali elaborati nell’Europa occidentale nella prima metà dell’Ottocento.

Era anche un uomo affascinante: “fece l’Italia, visse con ragione, amò con passione”, così scrive Annabella Cabiati  nel suo libro “Cavour” ed. ANordest.

L’autrice in questo libro tocca tratti della vita di Cavour cogliendo e divulgando particolari poco conosciuti, facendo emergere tratti del suo carattere che rivelano come fosse impegnato nella politica piemontese in modo austero, rigoroso, diplomatico, ma racconta anche della sua predisposizione e passionalità verso il mondo femminile.

Amò e fu amato da molte e bellissime donne, tutte affascinate dalla sua carismatica personalità.

Uno dei suoi grandi amori fu Anna Schiaffino Giustiniani che conobbe quando appena vent’anni ed era a Genova come ufficiale. Una città molto diversa da Torino, e forse proprio per questo l’amore travolse i due giovani.

”Fu un amore con la ‘a’ maiuscola – spiega l’autrice – trasgressivo e scandaloso essendo lei una donna sposata, ma che non gli impedì nel contempo di coltivare altri amori..”.

Alla fine di questa grande e intensa passione la giovane marchesa si suicidò.

 Annabella Cambiati, nel suo libro è molto dettagliata nel descrivere i numerosi amori che si susseguirono nella vita del grande Statista italiano.

Clementina Guasco di Castelletto si lasciò sedurre dallo statista senza apporre troppe difficoltà; anche se era sposata, accettò ugualmente di condividerlo con la Schiaffino.

Emilia Gazelli Pollone fu un amore complicato e straziante a causa della gelosia del di lei marito, che sorvegliava costantemente Emilia; mentre, a Parigi, lo statista “serio”  si distraeva con Melanie Waldor. Melanie era una poetessa molto famosa, che a differenza di quanto accaduto con gli altri amori, riuscì con il suo romanzo ”Alphonse et Juliette” a rendere pubblica la loro relazione.

Hortense de Meritens, grande alleata di Cavour, gli forniva informazioni avute dai suoi amanti, che il Conte utilizzava per i suoi investimenti borsistici.

Il Conte era anche avvezzo a giocare d’azzardo, e il padre lo salvò molte volte dagli scandali;  lo sollecitava anche a sposarsi, ma Camillo non se la sentiva di prendere moglie, perché “naturalmente“ non portato. Quando finalmente si decise a farlo proponendosi alla marchesa Costanza Vittoria Scati di Casaleggio, questa lo rifiutò.

L’ultima relazione fu con Bianca Ronzani, una ballerina del Teatro Regio di Torino. Questo amore privo di entusiasmi, gli consentì però  di colmare la sua infinita solitudine.

Luciana E.

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