I colori, i profumi, gli aromi dell’Autunno.

2015/9 - novembre viridea

In questo periodo girando per le campagne della Lombardia si possono vedere cose bellissime. I campi sono ordinati e pronti per la semina per un altro raccolto: fanno venire in mente i meravigliosi scorci di vita contadina dei nostri nonni. Vagando nella natura lo sguardo è catturato dagli stupendi colori dell’Autunno, dai suoi frutti belli e buoni, salutari come i melograni, le castagne, i cachi; insomma è un rallegrarsi la vista e il cuore in una armonia di colori dolci, tenui, che danno un senso di quiete. Vengono in mente le poesie studiate al tempo della scuola….

“Il cielo era tutto sereno: di mano in mano che il sole si alzava dietro il monte, si vedeva la sua luce, dalla sommità dei monti opposti, scendere, come spiegandosi rapidamente, giù per i pendii e nella valle.
Un venticello d’autunno, staccando dai rami le foglie appassite del gelso, le portava a cadere qualche passo distante dall’albero.
A destra e a sinistra, nelle vigne, sui tralci ancor tesi, brillavan le foglie rosseggianti a varie tinte; e la terra, lavorata di fresco, spiccava bruna e distinta nei campi di stoppie biancastre e luccicanti dalla guazza.” (Mattino d’autunno di Alessandro Manzoni).

vino novello 2In questo periodo autunnale si assaggia il vino novello. È stato imbottigliato nel mese di ottobre e in questo mese di novembre si può già degustare, anche se ciò non è possibile per tutti i vini imbottigliati in ottobre perché non tutti hanno completato la loro fermentazione.
Il vino novello ha il colore delle foglie che mano a mano si staccano dai rami: rosso rubino con riflessi violacei; è un insieme di profumi unito ad aromi di frutta.

Nell’aria c’è anche odore di funghi, ottimi in tutte le salse ma soprattutto se soffritti nell’olio con uno spicchio di aglio. Oltre ai porcini porcino si possono trovare i piopparelli, festa-del-fungo-chiodino i chiodini ricchi di potassio, magnesio e molto ricercati per le diete perché poco ricchi di calorie e ottimi anche per depurarsi.
E che dire del frutto di hallowen, la zucca: ZUCCAgrande, polposa e dolcissima?
È così versatile che può essere consumata in qualunque momento del pasto, dal risotto ai dolcetti. Si possono preparare ottime ricette tradizionali; è ricca di vitamina A e C, contiene sali minerali quali calcio e sodio, ha proprietà diuretiche, rinfrescanti, e proprio per questo è un elemento essenziale per chi ha bisogno di una sana disintossicazione.

Nelle strade di Milano si vedono i “caldarrostai” contornati dal profumo di caldarroste: CALDARROSTE con cento lire se ne poteva comperare un cartoccetto. (Un tempo li chiamavano Gigi dell’agnaccia, giacché vendevano anche il castagnaccio. Costava pochi centesimi e i bambini poi giocavano a morra col Gigi, per il “pezzetto” in più.)
Già la castagna; forse non sapete che le castagne nel Medioevo erano considerate un alimento afrodisiaco, soprattutto quando erano lasciate a macerare o lessate nel vino.
Soprannominata “il cereale che cresce sull’albero”, ha rappresentato per lungo tempo una delle fonti principali per l’alimentazione, conosciuta sin dall’antichità: in Grecia e anche nell’antica Roma.
Pensate che alla fine del Quattrocento, la macinazione delle castagne era fatta in ambito domestico eludendo così il pagamento delle tasse sul macinato; tutti ne facevano uso e la mescolavano ad altri ingredienti, sostituendola ad altre farine.
Contengono proteine, lipidi di carboidrati. Come tutti gli alimenti di origine vegetale, sono prive di colesterolo; forniscono fosforo, calcio, ferro e potassio; non contengono glutine. Sono dunque una fonte importante di sali minerali preziosi per la salute, insomma un alimento energetico, utile in autunno e in inverno per recuperare le forze.

In cucina, tradizionalmente le conosciamo come caldarroste, preparate grazie ad un caminetto a legna o a una brace. Tempo fa, alla fiera degli “o bej o bej”, le vendevano sgusciate e seccate, o lessate col la buccia e infilate in corda grezza: erano “collane” marroni che pendevano dalle stecche di ferro dei teloni dei banchetti allineati in piazza S. Ambrogio. Spesso erano vicine alle macchine lucide dello zucchero filato.
Con la farina è preparato il tradizionale castagnaccio, con uvetta e pinoli.
Per chi non lo sapesse, con le castagne si possono preparare anche delle ottime zuppe… ma anche torte e biscotti.

marron glace      E cosa dire dei buonissimi marron glacé?

Chiudo la carrellata dei frutti autunnali con sua maestà il tartufo. Anche se non tutti lo sanno, è una eccellenza dell’Oltrepò Pavese sia nella varietà ”nero” tartufo nerosia in quella più pregiata “bianca” tartufo banco. Con il tartufo si possono preparare piatti prelibati. Può essere utilizzato, semplicemente, per condire pasta e risotto, oppure sotto forma di crema da spalmare sul pane. Il suo profumo e il suo sapore non sono sempre graditi a tutti, ma sono di certo inconfondibili.
Il tipico odore che sviluppa a maturazione avvenuta ha lo scopo di attirare gli animali selvatici – come maiali, cinghiali, tassi, ghiri e volpi – che scavando nel terreno contribuiscono a spargere le spore di tartufo e a favorire così la riproduzione della specie.
È famoso per la sua ricchezza di antiossidanti. Ha proprietà elasticizzanti che stimolano la produzione di collagene. Al tartufo vengono inoltre attribuite proprietà afrodisiache: pare che le sostanze emanate da questo alimento possano concedere un particolare stato di benessere e favorire l’attrazione da parte del partner.
È rimineralizzante, e il suo consumo facilita la digestione.
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Buon autunno!

Luciana E.

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